UN’ARABA ONORATA DA ISRAELE DA UNO SCHIAFFO AL RAZZISMO

Lucy Aharish, presentatrice della televisione araba israeliana e giornalista, si è svegliata sabato mattina e ha visto che qualcuno aveva tentato per ore di raggiungerla al telefono.

“Ho richiamato. Era Yitzhak Zunshine, il direttore del dipartimento delle Relazioni Esterne del Governo”, ha dichiarato in un’intervista a Yedioth Ahronoth.

Ho chiesto quale fosse l’urgenza e ha risposto: ci tenevo a felicitarmi con lei. È stata scelta per accendere una delle torcie il giorno della Festa d’Indipendenza- Yom HaAtzmaut. Sono rimasta ammutolita. Di solito sono molto loquace mentre in quel momento non proferivo parola. Avevo le lacrime agli occhi. Era l’ultima cosa a cui potevo pensare”, dice Lucy Aharish.

La prima chiamata di Lucy Aharish, dopo aver ricevuto la buona notizia, era per sua madre. “ L’ho chiamata e mi ha detto: mamma, mi hanno scelto per accendere una torcia per la festa dell’indipendenza. Molto bene, molto bene, mi ha risposto”.

“Ero sorpresa per sua risposta. Hai paura di qualche cosa? Le ho chiesto. Dopotutto è la più grande cerimonia al Monte Herzl. E lei ha risposto, è meraviglioso. È come se ricevessi la tua vendetta contro tutti i razzisti che guastano il tuo quotidiano”.

“Accetto quello che dice al 100%. È uno schiaffo contro tutti questi razzisti che non si vergognano di postare commenti come “sporca araba” e “via da qui!, “non è il tuo paese” e “chi ha bisogno di arabi sui nostri schermi tv”.

“Aharish dice che non ha mai pensato di lasciare il suo posto. Ne sono fiera, dice l’animatrice della televisione, che è nata da genitori musulmani di Nazareth e che è cresciuta a Dimona.” Lucy Aharish abita a Tel Aviv.

“Lo so che molte persone avranno sempre qualcosa da dire, ma dal momento che i miei genitori sono felici – sono felice”.

Quando le chiediamo se accenderà la torcia come rappresentante della popolazione araba israeliana, Aharish risponde: “Non mi sento un’emissaria. Non mi sono mai considerata la rappresentante di qualcuno. Quando parlo, non penso di parlare per tutto il mondo. parlo unicamente per me stessa e descrivo le cose come le vedo”.

Nel luglio del 2014, in piena operazione Margine di Protezione, denunciava in diretta che Hamas “gioca con le nostre vite”.

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