“Falafel Nation”: come il cibo è diventato parte integrante dell’identità israeliana

“Falafel Nation”: così si chiama il saggio di antropologia culinaria di Yael Raviv, che ha studiato la fondazione dello Stato di Israele attraverso il…cibo! L’opera discende direttamente dalla tesi di laurea dell’autrice alla New York University. Lo studio della Ravivi rappresenta quindi un nuovo ed interessante punto di vista che collega due aspetti, il cibo e lo sviluppo del popolo israeliano, partendo da un punto di vista differente rispetto a quello preso in considerazione finora da altri antropologi.

Secondo l’autrice, intervistata da Alix Wall, il cibo ha aiutato gli israeliani a formare una propria nuova identità nei primi giorni dello stato:

“Per molti anni, la provenienza e il consumo del cibo non erano davvero considerati importanti dagli abitanti della regione, ma nei primi decenni del sionismo l’agricoltura ha acquisito un ruolo decisamente fondamentale per lo sviluppo dello stato facendo sì che alcuni prodotti tipici siano diventati caratteristici del luogo e anche marcatori di identità, proprio perchè illustravano perfettamente la connessione tra la terra e il personaggio del halutz (pioniere), la cui figura è ancora oggi ben radicata nel paese. Il fatto poi che olive e uva sono menzionati nella Bibbia illustra una connessione ininterrotta, che collega pionieri attuali ai loro antenati in tempi biblici”

Per anni, molti turisti hanno ritenuto le abbondanti colazioni a buffet degli hotel come emblematici di cibo israeliano. Come è iniziata questa tradizione?

“Il cibo non era così importante nei primi anni, quindi la colazione era caratterizzata da molti prodotti di base che non richiedevano cottura. Così la colazione in hotel era basata su latticini, frutta fresca e verdura, proprio perché non necessitavano di particolari preparazioni e permettevano alla clientela di consumare pasti favolosi. La cucina più sofisticata è giunta solo negli ultimi decenni per essere alla pari con qualsiasi altra destinazione turistica”.

Quindi così come il movimento dei kibbutz ha avuto un enorme influenza sul paese nei suoi anni di formazione, anche l’esperienza del pranzo comune ha avuto la stessa importanza. Come è stato possibile?

“La ragione per cui il movimento dei kibbutz in Israele ebbe un tale successo che continua ancora oggi è dovuta inizialmente alla estesa diffusione dei kibbutzim nel paese e poi alla incredibile capacità di adattamento dei nuovi arrivi che, pur mantenendo la propria ideologia e i propri valori, hanno dimostrato nel tempo di sapersi adattare alle varie situazioni che via via si presentavano, alcune di esse di certo non facili. I membri del kibbutz erano parte di quella emblema dell’ideale israeliano che ho già detto in precedenza, erano giovani e forti e radicati nel territorio, autosufficienti. Negli ultimi anni è cambiata molto la stuazione ma quelle caratteristiche sono oggi ben riconoscibili nello sviluppo delle tecnologie strat up”

“Oggi la cucina israeliana rappresenta fedelmente la società, perchè anche gli chef più conosciuti creano i loro piatti tenendo ben presente le varie tradizioni e giocando con ingredienti diversi, riuscendo così a riunire differenti ricette tradizionali con nuove influenze, per creare qualcosa di davvero emozionante e divertente”

In sintesi il melting pot che è oggi alla base della società israeliana.

(Credit photo: Rafi Kotz)

 

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