L’Imperatore Adriano torna a Gerusalemme

Continua a riscuotere un grandissimo successo di pubblico e di critica la mostra all’Israel Museum di Gerusalemme intitolata “Hadrian: An Emperor Cast in Bronze” (Adriano: un imperatore forgiato nel bronzo), dedicata all’imperatore che governò l’Impero Romano nella prima metà del II secolo d.e.v., aperta nel Dicembre scorso.

La mostra, unica nel suo genere, espone per la prima volta gli unici tre ritratti in bronzo di Adriano ancora esistenti, e completa le celebrazioni per i 50 anni del Museo di Israele ma soprattutto ripropone il confronto tra la massima autorità romana e il mondo ebraico dell’epoca: ricordiamo infatti che l’imperatore stesso cambiò il nome alla città chiamandola Aelia Capitolina (intitolata quindi a Giove) nel tentativo di sradicarvi l’ebraismo, per poi soffocare nel sangue la rivolta degli ebrei, guidati da Shimon Bar Kokhba, che non volevano piegarsi al giogo di Roma.

Nelle fonti ebraiche quando si parla di Adriano segue sempre un epitaffio: “possano essere le sue ossa frantumate“. Espressione che, ad esempio, non viene proposta quando le stesse si riferiscono a Tito o al figlio Vespasiano che pure distrussero il Secondo Tempio a Gerusalemme. Adriano resta in ogni caso legato alla storia della città: per ulteriore conferma la Mostra offre una monumentale iscrizione votiva – mai presentata prima – eretta dalla Decima Legione Romana a Gerusalemme in occasione del viaggio fatto dall’imperatore nel 130 d.C. Una parte dell’iscrizione fu scoperta nel 1903 mentre la seconda è stata portata alla luce nel 2014 nel corso di scavi in città da parte di archeologi israeliani: ora per la prima volta sono state messe assieme.

Le tre teste di bronzo differiscono leggermente tra loro. Una, raffigurante l’imperatore in abbigliamento militare con un’armatura ben conservata, appartiene alla collezione del museo israelano ed è stata rinvenuta a nord di Israele nei pressi degli scavi dove vi era stato un accampamento di una legione romana vicino a Beath Shean nel nord di Israele, mentre la seconda, ritrovata nel 1834 nel fiume Tamigi, proviene dal   British Museum di Londra e si ritiene sia stata creata per commemorare la visita di Adriano in Gran Bretagna nel 122 d.e.v.; infine la terza, della collezione del Museo del Louvre di Parigi, si presume abbia avuto origine in Egitto o in Asia Minore.

“La visione di questi tre bronzi stimola la discussione su due percezioni diametralmente opposte di Adriano: da una parte l’imperatore visto come uomo di pace e protettore che costruì il Vallo nella nord della Britannia; dall’altra, la visione contraria: colui che distrusse la Giudea”

afferma la direzione del museo.

La mostra, curata da David Mevorah e Rachel Caine Kreinin per l’Israel Museum e da Thorsten Opper per il British Museum, terminerà il 30 Giugno 2016.

 

 

 

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