Architettura a Tel Aviv: il progetto “Gran Mediterraneo” rinnoverà lo skyline della città

Tel Aviv come laboratorio per una architettura diversa basata sulle energie rinnovabili e sulla salvaguardia della biodiversità: in questa ottica è stato presentato al pubblico “Gran Mediterraneo”, il progetto concettuale dell’architetto francese David Tajchman, un nuovo grattacielo curvo immaginato per la Città Bianca che vuole essere un’oasi lussureggiante che rende sostenibile la coesistenza tra la vita modernae la natura. Il grattacielo è pieno di vegetazione mediterranea e del Mar Morto e dispone di un parcheggio automatizzato per auto, alcune avveniristiche fattorie verticali (!!!), stazioni di ricarica per veicoli elettrici e giardini pubblici.Il progetto prevede l’utilizzo di materiali misti come vetro e calcestruzzo bianco, che verranno lavorati utilizzando anche le più recenti scoperte in campo tecnologico digitale.

La torre presenta una facciata curvilinea basata, come spiegato da Tajchman, sulla geometria topologica: partendo da una semplice forma a disco perfettamente circolare, su cui vengono applicate 3 deformazioni, la forma risultante viene duplicata, elevata e ruotata rispetto alla prima. Lo stesso procedimento vale per i livelli successivi. I vantaggi di questa progettazione sono diversi: le linee curve incanalano le correnti d’aria facendo respirare l’edificio, mentre la differenza di curvatura tra cemento e vetrate massimizza l’ombra in funzione di un raffrescamento passivo.

All’interno, la struttura prevede spazi prevalentemente a uso residenziale e commerciale, ma in ogni caso ad ogni piano dell’edificio sono presenti giardini pubblici per preservare come detto le piante tipiche della regione. Inoltre, la torre è anche una fattoria verticale, dal momento che il progetto prevede diversi “vertical kibbutz”. Completa il tutto un’ampia stazione di ricarica a induzione per veicoli elettrici e driverless, inserita all’interno del silos dei parcheggi,

Con Gran Mediterraneo Tajchman intende rinnovare lo skyline di Tel Aviv, senza però derogare alle peculiarità della città. L’ampio uso di cemento bianco nella facciata e l’andamento curvilineo si richiamano infatti alla tradizionale architettura di Tel Aviv, che racchiude circa 4.000 edifici risalenti agli anni ’30 in stile Bauhaus con caratteristiche simili, realizzati nell’allora Mandato britannico sulla Palestina da ebrei tedeschi in fuga dalla Germania nazista. Dal 2003 l’Unesco riconosce e tutela questa “Città bianca”.

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