I tunnel di Gerusalemme: un viaggio nella storia

Durante la settimana di Pesach (la Pasqua ebraica) il cosiddetto “turismo sotterraneo” di Gerusalemme ha vissuto un vero e proprio boom: centinaia di persone si sono messe infatti in coda per visitare l’area e le gallerie situate sottoterra, nelle vicinanze del Muro Occidentale (Muro del Pianto): scendendo lungo i tunnel ci si immerge nella storia e si resta stupefatti di fronte all’immensità del lavoro dell’uomo dell’antichità.

I tunnel furono scoperti nel corso del XIX secolo dagli archeologi inglese, ma solamente dal 1967 fu possibile per gli studiosi israeliani effettuare gli scavi nell’area riportando alla luce l’intero sito sotterraneo, sotto le abitazioni della Città Vecchia. I visitatori oggi possono così ammirare i resti di un mikve (vasca per l’immersione rituale) dove i sacedoti del Santuario più di duemila anni fa erano soliti effettuare le abluzioni purificatrici, prima di entrare nel perimetro sacro del Tempio.

Il più celebre dei tunnel è quello creato dal re Hezekia nel 701 A.E.V., conosciuto anche come il tunnel di Siloam: lungo circa 450 metri fu fatto costruire dal re per proteggere la fonte d’acqua di Gerusalemme, la sorgente di Gihon, nel corso della guerra con gli Assiri.

Percorrendo i tunnel si capisce sempre di più la frase che le guide locali amano ripetere spesso durante le escursioni: “Ciò che per New York è antico, per Gerusalemme è successo notte prima”.

 

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