Torre ad energia solare nel Negev: un progetto diventato realtà

Progettata nel 2014 sta ormai prendendo forma quella che sarà a tutti gli effetti la torre ad energia solare più grande al mondo; alta 240 metri, la Torre di Ashalim produrrà fino a 121 MW di energia elettrica all’anno, fornendo l’1% del fabbisogno energetico di Israele, garantendo così l’elettricità a circa 120.000 abitazioni. Il progetto è stato avviato dalla società Megalim Solar Power costituita dalla partnership fra Alstom (un’azienda di trasporti) e BrightSource Energy.

Una costruzione avveniristica in cui la presenza di enormi specchi, fino a 50.000 secondo il progetto, collegati tra loro in modalità Wi-Fi, concentreranno l’energia solare convogliandola verso una cisterna collocata in cima alla torre dove, grazie alle elevatissime temperature e all’alta pressione raggiunta, consentiranno a turbine a vapore di generare energia sufficiente per fornire energia pulita e rinnovabile evitando così di liberare nell’atmosfera fino a 110 mila tonnellate di anidride carbonica.

Il progetto, finanziato dal gruppo statunitense General Electric e dal fondo di investimento israeliano Noy, fa parte della politica energetica di Israele che, nel 2020, vorrebbe utilizzare il 10% di energia rinnovabile e rendersi così meno dipendente dalle forniture di Paesi terzi. Secondo Eitan Parnass della Green Energy Association, Israele potrebbe soddisfare i suoi consumi elettrici usando solamente il 4% della superficie del deserto del Negev.

Lo Stato di Israele si è impegnato ad acquistare l’energia qui prodotta per una durata di 25 anni e non è un impegno da poco. Perché, come spiega su Le Parisien Eran Gartner, a capo del consorzio Megalim che sta portando avanti i lavori nel deserto del Negev:

«l’energia prodotta da una torre solare è da due a tre volte più costosa rispetto all’elettricità prodotta da una centrale convenzionale a carbone o petrolio».

La particolarità dell’impianto, rispetto ad esempio alle distese di pannelli fotovoltaici, è che sarà in grado di funzionare anche dopo il tramonto, grazie a un sistema di stoccaggio dell’energia solare.

Ma non finisce qui perchè il progetto prevede anche una forma di tutela per i flussi migratori che attraversano la zona: milioni di uccelli saranno dissuasi da emissioni olfattive e acustiche che riprodono specie predatrici.

Commenti

comments