Gerusalemme: Yemini Moshè il Quartiere del Mulino

Il quartiere di Yemin Moshè nella storia millenaria di Gerusalemme ha una storia di poco più di un secolo, fu completato nel 1890, su volontà del filantropo Moses Montefiore. All’epoca la città di Gerusalemme aveva un problema di affollamento e ci furono dei focolari di malaria nella zona all’interna delle mura, serviva una soluzione abitativa a tutela della popolazione, e su questo incipit che grazie all’aiuto sostanziale di Sir. Montefiore si pose fondamenta al progetto.

Il terreno acquisito già nel 1860, vide le prime costruzioni, dedicate a alle persone in difficoltà già nel 1860, in sostanza erano due palazzi grezzi con circa 30 monolocali con servizi igienici. c’era una cisterna dell’acqua, attivata grazie ad una pompa importata dall’Inghilterra, il piccolo centro avere anche dei servizi per dei riti religiosi, come ad esempio un mikvèh, per poter svolgere la pratica del bagno rituale. La gente per quanto vedesse una soluzione in queste abitazioni, era restia a muoversi e uscire dalle mura di Gerusalemme, era un’area poco controllata e battuta dai predoni. Piano piano l’area edificabile, fu aumentata, ed il quartiere inizio a prendere vita, la zona è tipica per il caratteristico mulino (costruito nel 1857), proprio per permettere alle persone meno abbienti di poter macinare la poca farina.

Anche dopo la morte di Sir. Montefiore, la sua Fondazione condotta dal nipote si preoccupò di comprare terreni, costruire infrastrutture per migliorare i servizi alla cittadinanza e per aumentare le coltivazioni necessarie al benessere e sostentamento della popolazione. Non dimentichiamo che all’epoca era molto difficile poter acquistare i terreni, proprio perché sotto la dominazione Ottomana alcuni terreni avevano vincoli di non vendita ad acquirenti non musulmani, ma questo fa parte della storia passata di questa terra. Oggi Gerusalemme è una città fiorente ed il quartiere di Yemin Moshè è caratteristico per la vista panoramica sulle mura di Gerusalemme, le costruzioni di pietra e la buganville diffusa nei vicoli e giardini condominiali. Molti artisti nel tempo hanno preso residenza in questo quartiere che segna l’ampliamento della città verso Ovest.

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