Il Museo Steinhardt di Storia Naturale di Tel Aviv

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Il museo Steinhardt di storia naturale ha aperto da pochi giorni a Tel Aviv, all’interno è possibile osservare esemplari secolari raccolti dall’ornitologo tedesco Ernst Schmitz. Nel 1908, Schmitz viaggiò a Gerusalemme (che all’epoca era parte dell’Impero Ottomano) e aprì un Museo di Storia Naturale con una mostra di una spettacolare collezione di rari mammiferi, farfalle e altri insetti, rettili e uova di volatili, molti raccolti dai beduini locali. Questo patrimonio è ora in mostra tra le varie esposizioni  del museo Steinhardt.

Molti esemplari imbalsamati che conservano la storia e la fauna locale che altrimenti sarebbe completamente scomparsa ed invece è perfettamente conservata per la conoscenza dei visitatori, come ad esempio un esemplare del coccodrillo del Nilo o l’ultimo ghepardo in Israele. Il leopardo proviene dalle montagne della Giudea, da un gruppo ormai estinto, o ancora l’ultimo orice o anche l’avvoltoio barbuto.

Molte specie ormai estinte, che vengono conservate e custodite per ricostruire in maniera meticolosa la storia naturale del paese.

Trasmettere l’importanza del cambiamento e dell’evoluzione che ha portato la perdita di molte specie è una parte fondamentale della missione del museo Steinhardt.

Gran parte dello spazio espositivo è destinato alla visualizzazione dei  5,5 milioni di scheletri e altri esemplari di flora e fauna, che prima erano immagazzinati in alcune aree del campus dell’Università adiacente di Tel Aviv, ora con un lavoro minuzioso sono riportati alla luce, proprio per far capire l’evoluzione e quelli che sono gli aspetti del cambiamento della biodiversità.

Molto spazio è dedicato a grafici esplicativi cche in ebraico, arabo ed inglese illustrano le mutazioni, il cambiamento climatico, ed i fattori che hanno influenzato il cambio territoriale, come l’inquinamento, l’uso eccessivo delle risorse marine, la distruzione dell’habitat naturale, tutti fenomeni che ovunque nel mondo conosciamo quando parliamo di evoluzione o involuzione umana, il progresso ha un costo, ed oggi l’uomo ha il dovere di ripensare o ridimensionare la sua presenza, nel rispetto dell’ambiente circostante.

Una mappa interattiva della regione di quasi 10 metri di lunghezza consente ai visitatori di assistere a un secolo e mezzo di impatti ambientali. Ad esempio, l’uso eccessivo dell’acqua ha indirettamente ridotto il Mar Morto, e la costruzione incontrollata ha distrutto circa i due terzi delle dune sabbiose costiere di Israele da quando il paese è stato istituito nel 1948. Indica anche l’impatto delle specie invasive, l’inquinamento e la caccia.

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La costruzione di questo Museo ha una lunga storia, è è un gioiello architettonico, progettato dallo studio “Kimmel Eshkolot Architects” di Tel Aviv, assomiglia a uno scrigno del tesoro. L’edificio pieno di luce – in parte circondato da una facciata a forma di arca in legno, può essere percorso interamente su rampe e passerelle ed è completamente accessibile per sedie a rotelle e carrozzine.

Come al Darwin Center nel Museo di Storia Naturale di Londra, i visitatori possono osservare attraverso delle vetrate gli scienziati che studiano tassonomia e sistematica, biogeografia ed ecologia, biologia, evoluzione, zooarcheologia, archeobotanica e altro ancora. Lo studio e la ricerca sarà gestita da 500 ricercatori lavoreranno nel museo.

Il sistema di rampa incoraggia i bambini a correre. L’architetto Michal Kimmel Eshkolot pensa che questa sia una buona cosa: gli edifici pubblici, “dovrebbero essere amichevoli con le persone, invitanti, al contrario di intimidire”.

I bambini hanno le stesse probabilità di essere ipnotizzati dalle mostre. La stanza della Forma e delle funzioni è piena di animali abilmente montati – tra cui un salto del caracal (felino) per catturare un uccello che vive nel terreno chiamato francolino nero e un velociraptor replica pende dal soffitto, anche se, le uniche tracce di dinosauri trovati in Israele sono impronte.

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Una sezione dedicata agli insetti celebra l’entomologia, compresi delle teche piene di scarafaggi sibilanti del Madagascar, insetti giganti e tarantole appuntite e farfalle di tutti i colori e dimensioni.

I bambini possono anche guardare un video di un roditore morto che si decompone in mezzo minuto, la pelliccia e le ossa sostituite dall’erba e un grazioso fungo velenoso.

L’uso creativo dello spazio è integrale.

Sei diorami mostrano i mammiferi, gli uccelli e gli insetti trovati in sei habitat israeliani: deserto, sabbia, acqua, boschi mediterranei e macchia mediterranea, la catena montagnosa dell’Hermon.

Altra sezione dedicati alla migrazione dei volatili, Israele è centrale per questi flussi di volatili.

Ci sono la gru, l’airone cenerino, il fenicottero, il falco pescatore, la cicogna bianca, il grande pellicano bianco e tanti altri che appresentano alcuni dei 500 milioni di uccelli che sorvolano Israele in primavera e in autunno. Molti sono elencati tra le creature alate che il libro del Levitico delle Sacre Scritture ebraiche proibisce al popolo ebraico di mangiare.

Un monito forse per tutto il genere umano di quanto sia importante rispettare questi uccelli presenti nella regione da migliaia di anni e probabilmente lo saranno molto più a lungo di noi, e noi spetta proteggerli.

 

Per visitare il Museo Steinhardt di Storia naturale, vi consigliamo di prenotare la vostra visita QUI.

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