La Storia della Moda Israeliana in mostra all’Israel Museum di Gerusalemme

moda israele - Israel Museum Gerusalemme

Una grande esposizione dedicata alla moda israeliana e alla sua storia è attualmente in corso all’Israel Museum di Gerusalemme.

“Fashion Statements: Decoding Israeli Dress”, questo il nome della mostra che è possibile visitare fino al 6 aprile 2019, parte dalle profonde radici storiche fino ad arrivare alle collezioni contemporanee, incluse le influenze provenienti dall’Europa e dall’Oriente.

Si tratta di un evento unico, in quanto per la prima volta viene esplorato ed analizzato un secolo di abiti in Israele.

I curatori hanno scelto di dividere la narrazione della moda in quattro temi principali: Holy/Land, Austerity/Prosperity, Made in Israel e Fashion now, in modo da favorire una più profonda comprensione del patrimonio di moda israeliano.

In evidenza in un’apposita sezione le due sfaccettature del marchio “Made-in-Israel”: l’industria della moda e gli stilisti indipendenti.

Fondata negli anni ’30, l’industria della moda israeliana ha riscosso un grande successo a livello mondiale negli anni ’60 e ’70.

Etichette come Gottex, Beged Or e Polgat erano conosciute in tutto il mondo e gli abiti che producevano erano indossati da icone di stile come Jackie Kennedy Onassis e Sophia Loren.

Famosi erano anche stilisti come Gideon Oberson, Riki Ben-Ari, Jerry Melitz e Tamara Yovel Jones che nel ‘70 aprirono in Israele boutique o atelier.

abito moda Israele - Gerusalemme

L’apertura di centinaia di case di moda, grazie al sostegno del governo, portò nel 1965 all’istituzione della settimana della moda israeliana da parte dell’Export Institute, il cui obiettivo era di trasformare Tel Aviv in una capitale della moda che avrebbe attirato qualificati buyers da tutto il mondo.

Il celebre marchio di costumi da bagno Gottex fu fondato a Tel Aviv nel 1956 dalla designer Lea Gottlieb. Maskit invece è stata la prima maison di moda di lusso israeliana, fondata da Ruth Dayan, aveva chiuso i battenti nel 1994 ma nel 2013 ha riaperto grazie a Nir e Sharon Tal che hanno rilevato e rilanciato il marchio.

L’abito di punta della mostra è il Desert Coat, la mantella del deserto, disegnata negli anni ’50 da Fini Leitersdorf per Maskit e che fece innamorare Audrey Hepburn.

Grazie a tutti i talenti della moda israeliani nel 1970 è stato istituito il prestigioso Shenkar College of Engineering and Design, dove moltissimi studenti possono usufruire di un’adeguata formazione.

Il bellissimo viaggio nella speciale storia dell’industria della moda israeliana si conclude con un percorso espositivo contemporaneo, caratterizzata dalla complessa relazione tra identità locale e globale, tra artigianato e tecnologia d’avanguardia. Su alcuni vestiti, così come sulle tele, vengono rappresentati gli ideali sociali, in altri casi gli abiti sono vere e proprie opere d’arte.

La mostra è composta globalmente da 150 outfit di 60 designer e aziende, insieme a bozzetti, filmati e fotografie che rappresentano il mondo della moda Israele e favorisce “un dialogo su tradizione e modernità, mito e realtà e ideologie diverse tra loro”.

Curatori della Mostra:

Daisy Raccah-Djivre, Efrat Assaf-Shapira, Noga Eliash-Zalmanovich e Tamara Yovel-Jones da cui è partita l’idea della mostra.

Foto credit: The Israel Museum

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