Ritrovata la vaniglia in una tomba israeliana di circa 3.600 anni fa

Ritrovata la vaniglia in una tomba israeliana di circa 3.600 anni fa

Le origini della vaniglia sono in Israele e lo dimostra il suo ritrovamento in una tomba di circa 3.600 anni fa.

Tel Megiddo è un importante sito archeologico, nel nord di Israele, situato a circa 30 chilometri a sud di Haifa, ed è qui che sono state ritrovate in alcune caraffe le tracce di due dei principali composti chimici dell’estratto di vaniglia naturale.

Nel 2016, l’archeologa Melissa Cradic dell’Università della California e i suoi colleghi hanno avviato degli scavi in una tomba di 3000-4000 anni vicino ad un palazzo. Insieme ai resti di almeno nove persone, la tomba conteneva decorazioni sontuose e beni funerari, tra cui quattro piccole brocche.

Quando l’archeologa Vanessa Linares dell’Università di Tel Aviv analizzò i residui organici rimasti all’interno delle brocche, trovò qualcosa di sorprendente: in tre dei quattro contenitori c’erano vanillina e 4-idrossibenzaldeide che sono i principali composti che si trovano nell’estratto di vaniglia. Le brocche fanno parte delle offerte di cibo che circondano tre scheletri intatti, adornati con gioielli in oro e argento.

Gli archeologi sostengono che le persone dell’Età del Bronzo di Megiddo potrebbero aver usato oli infusi con vanillina come additivi per alimenti e medicinali, per scopi rituali o addirittura per l’imbalsamazione dei morti.

Ritrovata la vaniglia in una tomba israeliana di circa 3.600 anni fa

Probabilmente la vanillina ha raggiunto Megiddo attraverso le rotte commerciali che collegavano il Medio Oriente e l’Asia meridionale.

Secondo l’archeologo Israel Finkelstein dell’Università di Tel Aviv, che insieme alla sua squadra ha iniziato a scavare il sito archeologico nel 1994, l’insediamento di Megiddo è la chiave per comprendere l’età del bronzo e del ferro in Israele.

Melissa Cradic al The Times of Israel ha dichiarato: “L’incredibile stato di conservazione della tomba 50 offre un’opportunità importante per uno studio scientifico completo della popolazione antica e delle loro pratiche funerarie. Stiamo studiando dieta e salute, mobilità e migrazione, DNA, residui organici, ambiente e questioni di identità usando i resti osteologici e materiali”.

La tomba del sito di Tel Megiddo offre la prima prova che le persone al di fuori della Mesoamerica usavano la vaniglia già da 2000 a 3000 anni prima che i conquistatori la portassero dal Messico.

Megiddo è stata un’importante città, arroccata in un punto cruciale su un’antica rotta commerciale chiamata Via Maris, che collegava l’Egitto con il Levante, la Mesopotamia e l’Anatolia. Ciascuna di queste destinazioni avrebbe avuto le sue reti commerciali attraverso le quali era facile raggiungere l’India o l’Africa orientale.

La tomba che è stata scoperta durante gli scavi si trova in una parte esclusiva di Megiddo vicino a un palazzo e ad una porta monumentale della città.

Gli scheletri appartengono ad una donna, ad un uomo e ad un ragazzo di 8-12 anni, su di loro sono stati trovati gioielli in bronzo, oro e argento.

L’archeologa Melissa Cradic ipotizza che i tre appartenevano ad una famiglia nobile e che probabilmente sono morti nello stesso periodo a causa di una malattia. Sono in corso analisi della loro composizione genetica, che potrebbe confermare i loro legami familiari, insieme a studi isotopici e ad altri studi che potrebbero rivelare la loro dieta e la loro salute.

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