Israele torna alle urne per eleggere i membri della Knesset

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Oggi, 17 settembre, gli israeliani torneranno alle urne per la seconda volta in meno di sei mesi, per eleggere i membri della Knesset, il Parlamento dello Stato d’Israele.

In tutto i seggi della Knesset sono 120 e vengono assegnati con un sistema proporzionale in un collegio unico nazionale, con una soglia di sbarramento fissata al 3,25%. Ogni partito che supera tale soglia elegge almeno 3 deputati. La maggioranza necessaria per governare è fissata a 61 seggi.

Alle elezioni di aprile, il Likud di Benjamin Netanyahu e il partito Blue and White di Benny Gantz erano usciti con 35 seggi ciascuno.

Dopo il voto del 9 aprile, Avigdor Lieberman – storico leader di Israel Beytenu, partito di destra secolare che rappresenta soprattutto gli immigrati russi – si è rifiutato di entrare nella maggioranza di governo.

Il mancato sostegno di Lieberman ha impedito a Netanyahu di raggiungere la maggioranza in Parlamento, senza di lui la coalizione di destra è rimasta a 60 seggi su 120, a solo un seggio di distanza dalla maggioranza, provocando di fatto nuove elezioni.

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Il voto nazionale arriva due mesi dopo che Netanyahu ha battuto il record come primo ministro israeliano di più lunga durata, superando il padre fondatore David Ben Gurion.

Dalla fondazione dello Stato d’Israele ad oggi si sono succeduti 34 governi, in media uno ogni due anni. Martedì 17 settembre si terranno le quarte elezioni politiche dal 2013 ad oggi.

I principali istituti demoscopici sostengono che il testa a testa fra Likud e Blue and White rimane ancora, con la differenza solo di qualche seggio. Ecco qualche proiezione.

Secondo un sondaggio della tv pubblica Kan, “Blue and White”, il partito di Benny Gantz e Yair Lapid, sarebbe in lieve vantaggio contro il Likud di Netanyahu. A separarli ci sarebbe solo un seggio: Blue and White sale del 2 per cento e arriva a quota 32 contro i 31 dell’attuale premier.

Segue la lista unitaria dei partiti arabi con 10; la nuova formazione di destra Yamina dell’ex ministra della Giustizia Ayelet Shaked andrebbe a 9; mentre Yisrael Beitenu, il partito di destra russofono dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman, a 8.

Sette i seggi previsti per i partiti ultra-ortodossi Shas e United Torah Judaism, mentre il Campo Democratico dell’ex premier Ehud Barak si fermerebbe a 6. L’unione dei Laburisti con Gesher non va oltre 5.

Per altri sondaggisti il Likud sembrerebbe confermarsi come primo partito, ma perderebbe 5 seggi rispetto ai 38 attuali. Sarebbe in calo Blue and White che passerebbe da 35 a 32 seggi.

Tutti gli analisti a Tel Aviv sono concordi nel sostenere che gli ultimi giorni di campagna elettorale saranno decisivi per orientare il consenso di una fetta significativa di elettorato ancora indecisa.

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